Windows Explorer va in pensione

Anche per Explorer, come per tanti colossi nati con l’avvento di Internet, è arrivato il momento del pensionamento; a dare la notizia, la stessa Microsoft il 19 maggio 2021, annunciando che la sua applicazione desktop Internet Explorer 11, ovvero la versione più recente del famoso browser, non sarà più supportata a partire dal 15 giugno 2022 in alcune versioni di Windows.

Una meritata vacanza per il browser più utilizzato di sempre, che vanta una carriera di più di 25 anni e che ha rappresentato il simbolo della navigazione in rete.

La comparsa di Windows Explorer risale al 17 agosto 1995 con la versione 1.0 disponibile in Microsoft Plus! e Windows 95 che diede filo da torcere al suo più esperto competitor Netscape Navigator.

Seguirono una serie di aggiornamenti e nuove versioni alle quali vennero implementate diverse funzionalità come l’integrazione con “Esplora risorse” ed il simbolo di Explorer, la “e” blu del logo.

Il successo cominciò ad essere importante con Windows Explorer 4.0 che sancì la guerra aperta con Nascape Navigator e che puntava a spodestarlo nella lotta alla supremazia delle quote di mercato.

Un simbolo di questa ferrata concorrenza è stato un avvenimento accaduto con il lancio di Explorer 5.0 quando alcuni membri del team di Microsoft portarono una gigantesca “e” simbolo di Explorer nel cortile della rivale Netscape; la quale rispose buttando a terra la lettera “e” e posizionandovi sopra un dinosauro, mascotte simbolo di Mozilla.

Microsoft fu anche vittima, da parte del suo nemico, di un contenzioso per antitrust in quanto possessore del sistema operativo Windows al quale Explorer era collegato. Netscape, dal canto suo, procedette creando il progetto no-profit Mozilla, che avrebbe poi dato vita a Firefox.

In quegli anni Microsoft ebbe comunque la meglio e per la fine del 2001, Explorer acquisì la quota di mercato del 90% nel mondo.

Successivamente a questi anni di gloria, dal 2002 in poi, si sono affacciati concorrenti di fronte ai quali, gradualmente, Explorer ha dovuto arrendersi.

Sul mercato sono entrati Firefox, Safari, Chrome e Opera, che sono oggi i browser più utilizzati al mondo. In particolare l’imparagonabile concorrenza a Google, che con Chrome copre una quota del 67% del mercato dei browser.

Il motivo per cui Microsoft ha scelto di congedare il browser è legato proprio a questo aspetto, in quanto Explorer risulta incompatibile con le pagine web più moderne.

Queste criticità, unitamente alla diffusione capillare di altri browser tecnicamente migliori e più reclamizzati, hanno portato gli utenti ad utilizzare altri browser e si ipotizza che solo l’1% degli utenti sia ancora fruitore di Explorer. Il browser continua comunque ad essere utilizzato in alcune aziende che hanno ancora installate vecchie versioni di Windows.

Explorer va quindi in pensione ma non senza prima dotarsi di un valido sostituto che trova con Microsoft Edge.

Il software, lanciato nel 2015 e basato sui motori EdgeHTML e Chakra di Microsoft, è disponibile su Windows, macOS, Linux, Android, iOS ed è incluso come browser predefinito in Windows 10, Windows 10 Mobile e Xbox One.