Il perché della tastiera QWERTY

Tutti noi utilizziamo quotidianamente strumenti provvisti di tastiera, siano essi tablet, computer o smartphone.

Queste tastiere che ormai conosciamo quasi a memoria hanno la stessa configurazione e ordinamento dei tasti. Vi siete mai chiesti il motivo di questa sistemazione?

La tastiera presente su quasi tutti i dispositivi è detta QWERTY, un nome formato dalle prime lettere a sinistra presenti sulle tastiere occidentali e la sua curiosa storia risale a circa 140 anni fa.

Il primo dispositivo provvisto di tastiera QWERTY lo abbiamo il 1 marzo del 1873 con la creazione della macchina da scrivere Remington n°1 ideata dal suo inventore Christopher Latham Sholes ed i suoi soci.

Questa macchina, nonostante non desse la possibilità di visionare quanto ancora scritto utilizzava già questo layout ed il motivo è legato al suo funzionamento.

Questo tipo di macchine da scrivere, infatti, funzionavano grazie ad un braccio meccanico che permetteva loro di imprimere con l’inchiostro sul foglio la lettera digitata.

Durante i collaudi, capitava spesso che questi bracci meccanici si sovrapponessero l’un l’altro accavallando le lettere o che se posti troppo vicini questi bracci, una volta azionati velocemente, si boccassero; per questo motivo Sholes pensò di porre le lettere più comuni dell’alfabeto inglese, ovvero Q, W, O, P in posizioni più difficili da raggiungere e lontane tra loro così da rallentare la velocità di scrittura ed evitare errori ed inceppi.

La Qwerty emerse quindi dalla necessità di rimescolare la tastiera in modo che questo non succedesse. Di fatto questo avrebbe rallentato il dattilografo, ma permesso alla macchina di funzionare senza intoppi. Si dice poi che anche il marketing abbia influenzato il design finale della tastiera: con la Qwerty si sarebbe potuto scrivere molto velocemente la parola typewriter, il nome inglese di macchina da scrivere.

Secondo due studiosi giapponesi queste non sono altro che teorie senza fondamento, e nel 2013 presentarono quella che secondo loro poteva essere la tesi più plausibile che sottenderebbe all’ideazione della struttura della tastiera QWERTY.

In pratica I primi a testare la macchina da scrivere furono i telegrafisti.

Durante l’ideazione da parte Sholes e tutti i soci di un modello per la produzione industriale furono chiamati gli interpreti del codice Morse per esprimere un loro parere sull’impostazione della tastiera. La disposizione dei tasti era fatta in modo che un telegrafista potesse scrivere il più velocemente possibile la corretta sequenza di lettere.

In alcuni casi il telegrafista doveva aspettare la lettera successiva di una parola per essere sicuro di trascrivere quella giusta. Per esempio Z e SE, nel Morse americano, sono molto simili, da cui l’esigenza di posizionare le tre lettere vicine sulla tastiera. Secondo i due ricercatori furono questi i ragionamenti che spinsero inventori e produttori a rimescolare le lettere, portando infine alla Qwerty.

Indipendentemente dalle origini di questa impostazione, la tastiera QWERTY rimase invariata e viene utilizzata tuttora senza modifiche.

Non mancarono negli anni successivi progetti che puntarono a velocizzare la scrittura, come il layout progettato da Dvorak nel 1936 che aveva l’obiettivo di far muovere meno le dita, facendo al tempo stesso aumentare la velocità, diminuire lo stress ed avrebbe altresì permesso di scrivere fino a 400 parole con la prima riga.

A Dvorak seguirono altri progettatori di tastiere come Coleman nel 2006 e Capwell che aveva raddoppiato la velocità del tempo di scrittura rispetto alla tastiera QWERTY.

Come spesso accade i cambiamenti non sono facili da attuare e se si decidesse ora di puntare all’innovazione e al rinnovamento delle tastiere si andrebbe probabilmente incontro a problematiche logistiche che prima di velocizzare, rallenterebbero notevolmente il lavoro, senza contare le difficoltà di approvvigionamento, sostituzioni di strumenti ecc..

Nonostante quindi il metodo QWERTY non sia il migliore dal punto di vista della velocità di scrittura, è il più comunemente diffuso ed accettato, ed un cambiamento, in favore di qualche minuto di risparmio, non sarebbe conveniente.