Come smaltire apparecchi elettronici obsoleti?

Come smaltire vecchi dispositivi?

La tecnologia avanza velocemente, nuove funzionalità vengono incorporate a qualsiasi dispositivo; persino i frigoriferi sono intelligenti al giorno d’oggi e sono in grado di offrire consigli d’acquisto in base alle abitudini.

Anche i più scettici alla fine si abbandonano alla tecnologia, dai robot che accendono la luce e impostano la musica agli smartphone per videochiamare i nipotini lontani. Insomma questa rivoluzione tecnologica sta colpendo ormai chiunque e qualsiasi dispositivo.

Queste innovazioni continue, oltre a migliorare lo stile di vita, creano anche alcuni problemi preoccupanti, tra i quali quelli legati allo smaltimento delle apparecchiature obsolete.

Con la tecnologia che avanza siamo sempre più portati ad acquistare dispositivi elettronici che nel giro di qualche anno verranno sostituiti da altri più nuovi. Il più delle volte i vecchi smartphone rimangono a far polvere nei cassetti, ma altre volte si ha l’esigenza di liberarsi al più presto di chassis ingombranti. Come fare quindi per eliminarli senza inquinare?

Ecco qualche consiglio

Tutte queste apparecchiature citate finora sono detti RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e la loro gestione è disciplinata dalla Direttiva europea 2012/19/EU sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che corrisponde al Decreto Legislativo Italiano n.49 del 14 marzo 2014

In questa categoria rientrano tutti i dispositivi ed elettrodomestici come tostapane, forni a microonde phon o calcolatrici, dispositivi di illuminazione come lampadine o lampade e dispositivi di telecomunicazione come telefoni, computer …insomma tutti quegli apparecchi che funzionano ad elettricità e che devono quindi essere smaltiti in maniera speciale.

Per prima cosa, è giusto sottolinearlo, buttare un vecchio telefonino o qualsiasi apparecchio elettronico nell’indifferenziata è un grave errore che contribuisce all’inquinamento ambientale.

I RAEE inutilizzati, obsoleti o rotti, per essere smaltiti in maniera corretta, devono essere separati nelle sue parti ed ogni materiale diviso, così da poter essere correttamente riciclato.

Il processo di smaltimento deve essere svolto da persone del settore e per questo motivo vengono gestiti da una filiera speciale.

Uno dei problemi principali che sottintende la gestione di questi rifiuti, è la presenza all’interno degli stessi di sostanze tossiche come il mercurio che possono provocare gravi danni ambientali se disperse nell’ambiente. Inoltre le apparecchiature elettroniche sono quasi solamente composte da materiali non biodegradabili e molto inquinanti.

Nonostante queste premesse, se gestiti in maniera corretta, i materiali derivati dalla scomposizione di questi rifiuti possono essere riciclati generando un notevole risparmio economico.

Per le aziende lo smaltimento di questi rifiuti RAEE si ispira al sistema Ue multi-consortile nel quale è il produttore del dispositivo a doversi occupare del suo smaltimento.

In questo modo i produttori vengono incentivati ad utilizzare materiali a minor impatto ambientale riducendo i costi di gestione e smaltimento

Per facilitare questo compito, sono stati istituiti consorzi collettivi come Ecodom ed Ecolamp che, una volta raccolti i rifiuti in base ai materiali di cui sono composti, si occupano del loro trasferimento in appositi impianti specializzati nel trattamento e smaltimento, che evitano la dispersione di sostanze inquinanti e permettono il recupero delle materie prime.

Per i privati lo smaltimento di RAEE, invece, può essere facilmente effettuato in diversi modi.

  1. Il primo e il più normalmente utilizzato è quello che sfrutta per lo smaltimento le isole ecologiche attrezzate presenti in ogni paese.

Per quanto riguarda le apparecchiature RAEE ingombranti, tanti comuni offrono anche un servizio di ritiro a domicilio.

  1. Questo secondo metodo di smaltimento è forse meno conosciuto e spesso non viene per questo motivo utilizzato.

Quando si effettua un acquisto in un punto vendita di apparecchiature elettroniche, si può consegnar loro il prodotto in disuso che si vuole sostituire e sarà il negozio ad occuparsi gratuitamente dello smaltimento.

  1. Nel caso in cui non si desiderasse acquistare un nuovo prodotto elettronico, il negozio, che deve avere superficie minima di 400 metri quadrati, è tenuto a smaltire, senza obbligo di acquisto, un prodotto che deve avere una dimensione massima di 25 cm.

Ma..

  1. L’ultima, e a mio parere, più valida alternativa è quella di far presente ad aziende di prodotti ricondizionati, come Renovo, la necessità di smaltimento di apparecchi elettronici.

Se il prodotto risulterà in linea, verrà ritirato ed effettuato uno sconto sull’acquisto di un prodotto ricondizionato.

Questo metodo non solo offre la possibilità di acquistare un prodotto migliore in fatto di prestazioni ad un prezzo doppiamente inferiore ma dona una nuova vita ad un prodotto che ha ancora molto da offrire e dal quale si possono recuperare parti importanti contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente.