La storia del mouse

Visto che probabilmente questo articolo verrà letto in relax ho scelto un argomento leggero e curioso.

Sapete forse come è nato il mouse e il perché della particolare forma a “topo”?

Ora ve lo spiego!

Il primo prototipo di mouse fu inventato all’inizio degli anni Sessanta, ma è solo nel 1967 che Douglas Engelbart ha depositato il brevetto successivamente accettato il 17 novembre 1970.

Il suo nome già originalmente era “mouse” grazie alla sua forma simile a quella dell’animale e fu una delle invenzioni più importanti per l’informatica.

Engelbart nacque a Portland, Oregon (Stati Uniti) il 30 gennaio del 1925. Si diplomó nel 1948 in elettronica per poi conseguire un dottorato in in Ingegneria presso la University of California di Berkeley e successivamente, nel 1957, venne assunto presso lo Stanford Research Institute (SRI International) di Menlo Park, California. Qui riuscì a mettere a punto tante idee conseguendo tanti brevetti oltre al più famoso del mouse. Nonostante viene ricordato per il puntatore del computer, Douglas insieme al gruppo di ricercatori di cui faceva parte nel reparto di Augmentation Research Center sviluppò diverse soluzioni che sono alla base del funzionamento dei moderni computer, come l’ipertesto e i sistemi per mostrare immagini sullo schermo.

 

Nel 1963, grazie all’importante collaborazione con il collega Bill English, Engelbart realizzò il primo prototipo di mouse. Il modello originario era di legno. Si trattava di una specie di cubo appoggiato su due ruote, una perpendicolare all’altra e consentiva di muovere il puntatore sullo schermo lungo uno dei due assi.

Grazie a questa invenzione fu possibile, per la prima volta nella storia, spostarsi sul desktop senza l’utilizzo della tastiera.

Fu una rivoluzione per il mondo dell”informatica e nonostante il brevetto fu registrato nel 1970, il ritorno economico conseguente alla presentazione dell’apparecchio si fece attendere oltre la scadenza del brevetto quando poté finalmente essere disponibile sul mercato.

 

La prima azienda a creare un computer compatibile con il mouse fu Xerox con il suo Xerox Alto. Per poter vedere il vero successo del mouse dobbiamo aspettare Steve Jobs con la sua Apple, il quale capì le potenzialità di quel piccolo apparecchio ancora oggi così importante ed acquistò il brevetto alla cifra di 40mila dollari.

Jobs contattò una piccolissima società appena nata, la Hovey-Kelley Design, composta essenzialmente da giovani laureati della Stanford University. Jobs voleva in pratica uno strumento da 15 dollari, ovvero un decimo del costo del mouse di Engelbart, migliorato a tal punto da occupare uno spazio molto ridotto rispetto alle dimensioni del suo predecessore.

I primi test furono condotti nel 1980 su 25 mouse costruiti apposta per l’occasione. La versione finale del mouse, quello che tutti conosciamo, fu prodotta per il computer Macintosh e fu presentata nel 1981.

Nel 1998 Apple prova nuovamente a stravolgere la storia del mondo delle periferiche presentando un mouse dalla forma piuttosto insolita. Invece della forma affusolata a “tipo”, il mouse del primo iMac della storia è una sorta di disco da hockey (da qui il nome hockey puck) piuttosto scomodo da tenere tra le mani. Per questo motivo non ebbe molto successo e fu rimpiazzato da un mouse dalla forma classica.

L’esplosione dei notebook ha costretto molte aziende a sviluppare un nuovo tipo di mouse senza fili, affinché gli utenti lo potessero utilizzare comodamente anche da alcune decine di metri. Alcuni ingegneri hanno progettato dei mouse ergonomici che permettono di tenere le mani e le braccia nelle corrette posizioni e non affaticare le varie articolazioni del corpo così da evitare fastidi e dolori come tunnel carpale, problemi ai gomiti o alle mani.

Per quanto riguarda i mouse da gaming invece hanno conosciuto una crescita impetuosa con il diffondersi nei primi anni del nuovo millennio di videogame come Quake e Battlefield. I marchi di riferimento per questo settore di nicchia sono oggi Logitech e Razer.

Se vi è interessato questo argomento vi invito a mettere mi piace e seguire i prossimi articoli 😉