Cop26: un impegno per il nostro futuro

Si sta svolgendo in questi giorni la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021 a Glasgow, conosciuta anche come COP26 e che avrà termine nella giornata di domani.

Questo vertice annuale, arrivato alla 26esia edizione, ha lo scopo di sensibilizzare nonché promuovere interventi riguardo il cambiamento climatico nel mondo.
Grazie a questo convegno la questione riguardo il clima non occupa più una posizione marginale ma, al contrario, rappresenta un’opportunità per gli stati del mondo di interessarsi all’ambiente nel presente ma soprattutto al futuro.

Oggi più di ieri questo evento risulta non solo importante ma fondamentale e straordinario, come concordano gli esperti nel settore, in quanto risulta una delle ultime opportunità per ridurre il riscaldamento globale risparmiando così non solo vite umane ma anche mezzi di sussistenza.

Un caposaldo della conferenza sul clima riguarda un accordo stipulato nel 2015 durante il COP21 a Parigi e indicato oggi come “Accordo di Parigi“.
Questo accordo sottoscritto unanimemente dagli stati, concordava sulla necessità di adeguarsi agli impatti generati dal cambiamento climatico ed in particolare di limitare l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi, puntando a raggiungere 1,5 gradi.

Al fine di raggiungere questo obiettivo, durante la conferenza, ogni stato ha l’obbligo di presentare il Nationally Determined Contribution (NDC) o “contributo determinato a livello nazionale” ovvero un piano nazionale indicante le misure per contrastare la crescita delle emissioni del proprio paese.

I Paesi concordarono che ogni cinque anni avrebbero presentato un piano aggiornato che rifletteva il loro impegno e il loro traguardo nel breve periodo.

Nonostante questo convegno sia di massima importanza, l’impegno degli stati non può e non deve limitarsi a fogli e idee ma deve concretizzarsi al più presto; non più solo “bla bla bla” per citare l’attivista Greta Thunberg, che con impegno e devozione sta cercando di cambiare il mondo facendo ragionare i più importanti leader del pianeta.
Per evitare di arrivare al “punto di non ritorno”, saranno per questo cruciali i prossimi 10 anni.

Ma quali sono stati gli obiettivi globali presentati durante la cop26?

1. Azzerare le emissioni nette a livello globale entro il 2050 e puntare a limitare l’aumento delle temperature a 1,5°C. Per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni entro il 2050, “ogni paese dovrà presentare obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2030.

A prescindere dalle proprie promesse e dagli impegni singoli,  ciascun Paese dovrà:

  • accelerare il processo di fuoriuscita dal carbone
  • ridurre la deforestazione
  • accelerare la transizione verso i veicoli elettrici
  • incoraggiare gli investimenti nelle rinnovabili”

2. Adattarsi per la salvaguardia delle comunità e degli habitat naturali

Proteggere e ripristinare gli habitat è vitale per aumentare la resilienza agli impatti dei cambiamenti climatici poiché aiuta a costruire difese naturali contro le tempeste e le inondazioni, mentre ecosistemi sani facilitano l’agricoltura sostenibile e sostengono miliardi di vite in tutto il mondo.”

Ci sono paesi che più di altri risentono delle deforestazioni, inondazioni e terremoti causati dal cambiamento climatico e tanti di questi non dispongono di risorse sufficienti a contrastare questo fenomeno. per questo motivo tutti gli stati devono impegnarsi a stanziare fondi e impegnarsi per aiutarli a:

  • proteggere e ripristinare gli ecosistemi
  • costruire difese, sistemi di allerta, infrastrutture e agricolture più resilienti per contrastare la perdita di abitazioni,
  • mezzi di sussistenza e persino di vite umane

3. Mobilitare i finanziamenti
Per quanto riguarda i finanziamenti da stanziare, bisogna coinvolgere le istituzioni finanziarie internazionali così da svincolare migliaia di miliardi per essere impiegati dalla finanza pubblica e privata ai fini di raggiungere l’azzeramento delle emissioni nette globali.

Stiamo assistendo ad una svolta in questi anni, ad una grande sensibilizzazione da parte di attivisti e forze politiche ma bisogna ancora fare tantissimo, tutti siamo chiamati a contribuire e tutelare il grande patrimonio che chiamiamo Casa.