Indirizzo IP. Cos’è e come funziona

Quando parliamo di rete o di connessioni tra dispositivi, parliamo quasi sempre anche di indirizzo IP.
Vediamo oggi in particolare cosa serve e come funziona.

Così come l’indirizzo di un civico, quello IP ha la funzione di orientare in modo corretto la comunicazione tra dispositivi.
IP sta per Internet Protocol Address ed è un codice numerico che ogni device possiede per comunicare in una rete locale in un dato momento. Questo significa che è possibile che un dispositivo abbia nel corso della vita diversi indirizzi IP ma ognuno di essi, in un dato momento indicherà sempre e solo il dispositivo in questione.

Vi sono diverse tipologie di indirizzi ma ciò che accomuna entrambi è il fatto di essere costituiti da una cosiddetta parte di rete per individuare il percorso nel routing IP, e una parte dell’host per l’inoltro a un computer specifico.
Il codice Ip attualmente più utilizzato è l’IPv4 ed è composto da 4 serie di numeri separati da punti che vanno da 0 a 255; generalmente la prima serie di numeri è compresa tra 1 e 191 mentre le altre tre tra 0 e 255.

Come abbiamo detto l’indirizzo IP viene utilizzato in un dato momento da un solo dispositivo nel mondo e il fatto che l’indirizzo IPv4 abbia una possibilità limitata di combinazioni, potrebbe creare problemi in un prossimo futuro quando non risulteranno più sufficienti le combinazioni di codice. I dispositivi connessi sono sempre in aumento soprattutto dopo l’avvento dell’IOT (Internet of things) che permette la connessione a internet a strumenti ed elettrodomestici, e non tarderà ad arrivare il momento in cui le combinazioni disponibili saranno utilizzate contemporaneamente da tutti i device nel mondo.

Per ovviare a questo problema è stata creata una nuova tipologia di IP, IPv6, che con 8 gruppi di 4 cifre esadecimali separati da due punti, in teoria, dovrebbe offrire infinite possibilità di combinazioni eliminando di fatto il problema della mancanza di codici.

Gli indirizzi IP possono essere di due tipi dinamici o statici.
Quelli dinamici sono i più utilizzati e vengono impiegati per la tradizionale navigazione online.

Durante una connessione internet, il provider assegna ad ogni utente un indirizzo IP casuale che cambia dopo ogni sessione o a intervalli regolari di 24 ore. Gli IP dinamici garantiscono una maggiore protezione della privacy degli utenti consentendo una navigazione più anonima.
Un indirizzo IP statico invece rimane invariato, tuttavia il proprietario può richiederne la modifica. Gli IP statici sono utilizzati principalmente nelle LAN, ovvero reti private, per comunicare con una stampante o un altro computer della rete locale.

Solo gli internet provider possono monitorare e tracciare tramite gli indirizzi IP, il flusso dei dati dei propri clienti e quindi devono impegnarsi a proteggerli in modo adeguato.

Di per sé gli indirizzi IP non contengono particolari informazioni o dati sensibili, tuttavia tramite un IP è possibile risalire al provider Internet di un utente o determinare in maniera più o meno precisa la posizione in base alla sua vicinanza al più vicino punto di presenza Internet. Questo tipo di localizzazione diventa molto più precisa nelle aree urbane, mentre per le zone rurali al massimo è possibile determinare la regione o la provincia da cui l’utente si sta connettendo.
Per conoscere il proprio indirizzo IP pubblico, il metodo più semplice è utilizzare un tool on-line.